| 17 Maggio 2012
"Sono le convinzioni a determinare ciò che ci accade; non esistono cause esterne"
Se credi fermamente nella vittoria, allora anche la vittoria comincerà a credere in te.
Time out: meno uno, pochi tanti brevissimi secondi che corrono come fulmini sul cronometro e nel cuore, palla in mano e 24 occhi che si guardano in quelli di Lello...gara 3 delle finali regionali: Bernareggio-San Martino Pavia, supplementare...i tre tenori (Urso, Brambi e Galimba) fuori per falli, in campo la Squadra, quella con la S maiuscola, quella che quando conta vinci se ce l'hai, in campo il gruppo, in campo in 12 sulle maglie di Franche, Balestra, Barazzetta, Tornaghi e Bertelli. Rimessa, palla a Simo che attacca, attira su di sè la difesa e scarica per Bertelli, super Bertelli, ricezione, finta, penetrazione, sottomano, canestro e fallo! più uno, libero supplementare, ferro, rimbalzo loro, recupero di Bertelli, superman Bertelli, fallo, due tiri liberi, zero su due, tempo scaduto...CAMPIONIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII
Avete ancora fiato???io no...che bello partire dal fondo, dal finale che tutti sognano ma nessuno ha il coraggio di aspettarsi perchè dall'altra parte del più uno ci puoi essere tu e fa male, da un titolo all'ultimo respiro, arrivato non al dolce, non al caffè ma all'ammazzacaffè di una tre giorni esaltante a Cermenate, all'ultimo respiro di un anno trionfale. Galimba ha la coppa in mano, la alza con le mani di tutti insieme dentro le sue, con gli occhi di tutti accesi di quella luce speciale che solo la vittoria è in grado di regalare (perchè vincere non è importante nello sport, è l'unica cosa che conta), di quel qualcosa in più che solo un gruppo che gioca e si diverte insieme da tanto tempo ha e si chiama felicità.
E adesso via col rewind a Venerdì, a dove tutto è cominciato, al remake della sfida con Desio, già giocata, già vinta alle finali provinciali e per questo insidiosissima. E infatti partiamo col freno a mano tirata. Andiamo sotto, anche di 6 punti, ma nel secondo quarto imprimiamo il nostro marchio, la difesa, sulla partita: Desio non segna un punto, voliamo a più 11 all'intervallo lungo e costante vantaggio oltre la doppia cifra fino alla sirena finale. Prima missione compiuta.
Sabato si affronta Brembate, favorita, sulla carta (ma la carta, abbiamo detto in tempi non sospetti, canta sempre prima, mai dopo) perchè nei concentramenti aveva battuto di 10 Meda che aveva regolato col medesimo scarto quella san Donato che ci aveva dato un gran dispiacere a Lesmo. Squadra più fisica della nostra, difesa stile bunker della seconda guerra mondiale, ovvero non-difesa ma speculazione sui limiti altrui e secondo avvio a inseguire di fila. Coach Lello sa però che i suoi hanno la pelle dura, ruota tutti i suoi e alla fine col contropiede e la pressione (questa sì che si chiama difesa) finisce 59-41 per noi. Seconda missione compiuta e un pensiero stupendo al match del giorno dopo che varrà la Coppa, quella con le grandi orecchie perchè è la nostra Champions League.
Domenica...sul piatto viene servita San Martino Pavia, coi gemelli Costa a trainare la truppa e farci paura. La trama si ribalta rispetto ai giorni precedenti: pronti via e scappiamo. A fine primo quarto siamo a più cinque ma all'intervallo lungo inseguiamo con 42 punti sul groppone e una situazione falli preoccupante con tanti reds sopra la quota due, frutto di una difesa decisamente ballerina e di un metro arbitrale altalenante che condizionerà le scelte di coach Lello. Nella seconda parte di gara la barca deraglia. A meno tre dalla fine siamo sotto di dieci ma qui costruiamo il nostro capolavoro. Quando la barca affonda puoi decidere di abbandonarla oppure di riportarla in superficie e noi lo facciamo con un cuore immenso. Con 3 splendide difese in fila ritroviamo coraggio e in un amen rientriamo a meno quattro; Pavia sbanda, va in bambola e non ci capisce più nulla di fronte ai nostri raddoppi e alla pressione a tutto campo. Ciònonostante siamo ancora sotto, a 14 secondi dalla fine. Decidiamo di andare dal nostro Freccia Rossa: palla a Brambi, binario sicuro verso il ferro, forzatura obbligata ma..ciuf! Supplementare!
E allora il respiro che manca ci riporta al time out di qualche parola più su, al meno uno che diventa più uno, a Bertelli versione superman, a Galimba con la coppa in mano, a un gruppo vero, dentro e fuori dal campo. E allora onore ai vincitori, uno per uno...
capitan Galimba che dopo averci portato fin qui ci ha portato su su fino alla coppa far le sue mani
Freccia Rossa Brambilla che non si tira mai indietro ma anzi porta tutti sulla sua energia
Urso che..altro che croce, delizia e basta
Bertelli..superman, serve altro? uno che quando c'è da vincere, vince
Franchellucci...era arrivato come un pianta grane...avercene di pianta grane così: non molla un secondo, ha la faccia giusta, quella tostissima di chi può fare il..campione
Balestra...faccia e movenze da camomilla..ma una mano enorme sul titolo..splendico contro San Martino..chirurgico, spietato!
Barazzetta...ha una mano della madonna, non lasciatelo mai libero, mai
Tornaghi...uno che quando esulta non vorresti mai smettere di guardarlo...uomo-squadra
Croce...uno che c'è sempre e in una squadra serve
Lopiparo...sorride sempre, incredibile...uno così porta un'allegria contagiosa, bravo!
Misani...un nome, una sentenza??il nostro uomo-simbolo...entra, si sbatte, se segna esulta, se è in panca esulta per chi è in campo...unico
Lello..una squadra è grande perchè dietro ha un grande allenatore...Lello oltre a vincere fa una cosa in più, convince, sempre!











