CAMPIONI (atto terzo)

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"Sono le convinzioni a determinare ciò che ci accade; non esistono cause esterne"

Se credi fermamente nella vittoria, allora anche la vittoria comincerà a credere in te. 

Time out: meno uno, pochi tanti brevissimi secondi che corrono come fulmini sul cronometro e nel cuore, palla in mano e 24 occhi che si guardano in quelli di Lello...gara 3 delle finali regionali: Bernareggio-San Martino Pavia, supplementare...i tre tenori (Urso, Brambi e Galimba) fuori per falli, in campo la Squadra, quella con la S maiuscola, quella che quando conta vinci se ce l'hai, in campo il gruppo, in campo in 12 sulle maglie di Franche, Balestra, Barazzetta, Tornaghi e Bertelli. Rimessa, palla a Simo che attacca, attira su di sè la difesa e scarica per Bertelli, super Bertelli, ricezione, finta, penetrazione, sottomano, canestro e fallo! più uno, libero supplementare, ferro, rimbalzo loro, recupero di Bertelli, superman Bertelli, fallo, due tiri liberi, zero su due, tempo scaduto...CAMPIONIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII

Avete ancora fiato???io no...che bello partire dal fondo, dal finale che tutti sognano ma nessuno ha il coraggio di aspettarsi perchè dall'altra parte del più uno ci puoi essere tu e fa male, da un titolo all'ultimo respiro, arrivato non al dolce, non al caffè ma all'ammazzacaffè di una tre giorni esaltante a Cermenate, all'ultimo respiro di un anno trionfale. Galimba ha la coppa in mano, la alza con le mani di tutti insieme dentro le sue, con gli occhi di tutti accesi di quella luce speciale che solo la vittoria è in grado di regalare (perchè vincere non è importante nello sport, è l'unica cosa che conta), di quel qualcosa in più che solo un gruppo che gioca e si diverte insieme da tanto tempo ha e si chiama felicità.

E adesso via col rewind a Venerdì, a dove tutto è cominciato, al remake della sfida con Desio, già giocata, già vinta alle finali provinciali e per questo insidiosissima. E infatti partiamo col freno a mano tirata. Andiamo sotto, anche di 6 punti, ma nel secondo quarto imprimiamo il nostro marchio, la difesa, sulla partita: Desio non segna un punto, voliamo a più 11 all'intervallo lungo e costante vantaggio oltre la doppia cifra fino alla sirena finale. Prima missione compiuta.

Sabato si affronta Brembate, favorita, sulla carta (ma la carta, abbiamo detto in tempi non sospetti, canta sempre prima, mai dopo) perchè nei concentramenti aveva battuto di 10 Meda che aveva regolato col medesimo scarto quella san Donato che ci aveva dato un gran dispiacere a Lesmo. Squadra più fisica della nostra, difesa stile bunker della seconda guerra mondiale, ovvero non-difesa ma speculazione sui limiti altrui e secondo avvio a inseguire di fila. Coach Lello sa però che i suoi hanno la pelle dura, ruota tutti i suoi e alla fine col contropiede e la pressione (questa sì che si chiama difesa) finisce 59-41 per noi. Seconda missione compiuta e un pensiero stupendo al match del giorno dopo che varrà la Coppa, quella con le grandi orecchie perchè è la nostra Champions League.

Domenica...sul piatto viene servita San Martino Pavia, coi gemelli Costa a trainare la truppa e farci paura. La trama si ribalta rispetto ai giorni precedenti: pronti via e scappiamo. A fine primo quarto siamo a più cinque ma all'intervallo lungo inseguiamo con 42 punti sul groppone e una situazione falli preoccupante con tanti reds sopra la quota due, frutto di una difesa decisamente ballerina e di un metro arbitrale altalenante che condizionerà le scelte di coach Lello. Nella seconda parte di gara la barca deraglia. A meno tre dalla fine siamo sotto di dieci ma qui costruiamo il nostro capolavoro. Quando la barca affonda puoi decidere di abbandonarla oppure di riportarla in superficie e noi lo facciamo con un cuore immenso. Con 3 splendide difese in fila ritroviamo coraggio e in un amen rientriamo a meno quattro; Pavia sbanda, va in bambola e non ci capisce più nulla di fronte ai nostri raddoppi e alla pressione a tutto campo. Ciònonostante siamo ancora sotto, a 14 secondi dalla fine. Decidiamo di andare dal nostro Freccia Rossa: palla a Brambi, binario sicuro verso il ferro, forzatura obbligata ma..ciuf! Supplementare!

E allora il respiro che manca ci riporta al time out di qualche parola più su, al meno uno che diventa più uno, a Bertelli versione superman, a Galimba con la coppa in mano, a un gruppo vero, dentro e fuori dal campo. E allora onore ai vincitori, uno per uno...

capitan Galimba che dopo averci portato fin qui ci ha portato su su fino alla coppa far le sue mani

Freccia Rossa Brambilla che non si tira mai indietro ma anzi porta tutti sulla sua energia

Urso che..altro che croce, delizia e basta

Bertelli..superman, serve altro? uno che quando c'è da vincere, vince

Franchellucci...era arrivato come un pianta grane...avercene di pianta grane così: non molla un secondo, ha la faccia giusta, quella tostissima di chi può fare il..campione

Balestra...faccia e movenze da camomilla..ma una mano enorme sul titolo..splendico contro San Martino..chirurgico, spietato!

Barazzetta...ha una mano della madonna, non lasciatelo mai libero, mai

Tornaghi...uno che quando esulta non vorresti mai smettere di guardarlo...uomo-squadra

Croce...uno che c'è sempre e in una squadra serve 

Lopiparo...sorride sempre, incredibile...uno così porta un'allegria contagiosa, bravo!

Misani...un nome, una sentenza??il nostro uomo-simbolo...entra, si sbatte, se segna esulta, se è in panca esulta per chi è in campo...unico

Lello..una squadra è grande perchè dietro ha un grande allenatore...Lello oltre a vincere fa una cosa in più, convince, sempre!

CHE BRAVI CON BERGAMO

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Partita con la P maiuscola per i giovani reds 98 che contro i parietà dell Bluorobica (a dir la verità pari solo sulla carta d'identità perchè il loro più piccolo dava un po di centimetri al più alto dei nostri, giusto per rendere l'idea dello strapotere fisico degli orobici) sfoderano una prestazione di carattere e di grande volontà che, nonostante la sconfitta finale 68-82, rappresenta un altro passo in avanti per un gruppo che sta crescendo nella convinzione e nella fiducia nelle proprie possibilità contro le squadre che stanno davanti.

La prima metà di gara finisce 41-40 per i ragazzi di coach Bonacina che trovano ottime soluzioni offensive: la palla gira e i tiri che ne nascono sono equilibrati e in ritmo. I ragazzi, poi, fanno canestro con Marco ispirato (25 per lui alla fine), Jack che va al ferro contro avversari che lo doppiano di statura, Sam a fare da metronomo per tutti e la squadra che in difesa prova a opporre ai centimetri altrui la convinzione che se lotti e ci credi, te la giochi comunque ad armi pari. Riusciamo anche a correre con qualche contropiede che ci mandano negli spogliatoi avanti di uno: non capita tutti i giorni contro la Bluorobica, bravi.

Il terzo quarto lo iniziamo come i primi due: ovvero con il piglio mentale giusto. C'è la voglia di prendere iniziativa, di metterci in gioco continuamente, di sfidare la partita da protagonisti e non da attori secondari. Teniamo botta alla reazione ospite ma nella seconda metà del parziale ci disuniamo: tre, quattro soluzioni forzate uno contro cinque e una pausa difensiva ci costano un break e arriviamo all'ultimo riposo intorno alla doppia cifra di svantaggio. Peccato ma era prevedibile che il gap venisse fuori e la stanchezza, unita alla differenza fisica, si facesse sentire e producesse forzature per noi e rimbalzi in attacco con secondi tiri incontestati per loro.

L'ultimo quarto parte nel peggiore dei modi con Bergamo che sale di giri e trova anche un paio di bombe che sono lì lì per farci affondare oltre i venti punti di scarto ma non ce lo meritiamo e nel finale troviamo la forza di trovare un paio di canestri che sanciscono il 68-82 che rispecchia fedelmente il cambio di marcia ospite della ripresa ma conferma tutto il buono che i reds (non al meglio perchè a referto con due 99 reduci dalla maratona della finale regionale vinta, con Leo a fare da spettatore causa pollice destro malconcio e Chirico reduce da un infortunio e purtroppo ancora scavigliato) hanno dimostrato in una partita con la P maiuscola. 

Il percorso compiuto dai ragazzi nell'ultimo mese è di quelli importanti e rappresenta il punto si partenza ideale per le ultime tre partite della stagione e per un anno prossimo che di sicuro vedrà il gruppo togliersi tante soddisfazioni: il lavoro di coach Bonacina è solo all'inizio, abbiamo dimostrato come mai in questa stagione che possiamo vincere e stare in partita anche contro chi ci sta davanti...vietato accontentarsi perchè la nostra asticella è sempre puntata verso il punto più alto, ovvero quello dove vincere (inteso come giocare sempre al massimo del nostro cuore e impegno) non è importante ma è l'unica cosa che conta.

Intanto una parola sola: bravi!!

Prossimo impegno per i biancorossi 98 Domenica 20 alle 1515 al Palapetrarca contro un'altra corazzata, l'Armani Junior Milano. 

RISCOSSA

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Bernareggio - Ebro Milano 88-50 (21-6; 43-21; 65-35)
BERNAREGGIO: Dellagrassa 18, Villa 3, Greco 8, Graziano, Faccio 15,
Provera 11, Ditroia, De Gaetano 7, De Gaetano 13, Romanatto 13,
Tarantini. All. Telesi
EBRO: Grasso 6, Minorini 20, Parlato 13, Girelli, Carlucci, Luerti,
Monzani, Biffi, Resteghini 5, Berti 6, Titonel, Magenta. All. Mariani
FALLI FATTI: Bernareggio 24, Ebro 21
TIRI LIBERI: Bernareggio 13/28, Ebro 18/35

Interrompe finalmente il lungo digiuno (ultima vittoria il 10 marzo
2012, quindi 6 referti gialli) un Bernareggio brillante e determinato,
che si rifà della sconfitta dell'andata a casa dell'Ebro sfoggiando
una ottima prova corale di qualità e quantità.
Il primo quarto mostra dei Reds concentrati e dinamici, che attaccano
con efficacia il ferro e guadagnano molti viaggi in lunetta.
I milanesi reagiscono dopo lo scarso bottino dei primi 10' e ricuciono
il divario (25-15 al 14'), ma i padroni di casa ritornano a premere
sull'acceleratore e colpendo con regolarità dall'arco (5 le triple a
segno di squadra) volano a +21 all'intervallo.
Nonostante i problemi di falli e qualche piccolo acciacco, Bernareggio
continua nella sua marcia anche dopo la pausa difendo fortissimo e
correndo in campo aperto; Ebro deve alzare bandiera bianca ed i Reds
possono allungare con facilità fino a raggiungere la miglior
prestazione offensiva (e la vittoria con maggior scarto) della
stagione.

CAMPIONI (atto secondo)

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Due partite e un sogno da proteggere con le unghie e con i denti...due partite che non puoi sbagliare perchè solo chi le vince va avanti...due partite, 80 minuti in cui non devi voltarti mai e guardare sempre avanti verso quello che verrà, ovvero la finale regionale da raggiungere. 

Piadena, profonda pianura padana dimenticata, per fortuna, dal traffico e dalla frenesia della nostra Brianza milanese. Il primo atto è contro i Lions Brescia, primo e unico perchè se perdi si torna a casa, per rimanerci. Pronti via e capiamo subito che il giorno dopo, a Piadena, si torna. I ragazzi di coach Lello volano subito avanti ben oltre quello che un semplice punteggio può dire. La tensione scivola subito via e in un amen la partita si trasforma in un conto alla rovescia verso la sirena finale che suona senza particolari patemi e ci consegna un referto rosa targato 105-51 che ci manda dove volevamo, ovvero a 40 minuti dal terzo atto del nostro sogno.

Il giorno dopo, stessa ora e stesso parquet, incontriamo Cavaria, formazione varesina che ha sconfitto Robbiate e si presenta in palestra con la sua artiglieria pesante fatta di chili e centimetri, nonchè con quella dose di spensieratezza di chi è già arrivato dove non sperava e non ha nulla da perdere.

Dal canto nostro entriamo in campo pronti a dimostrare che il basket non è una scienza esatta dove le tonnellate e i centimetri bastano per fare canestro e vincere..perchè c'è dell'altro: la qualità, fuori, di una squadra e del lavoro in palestra sulle abilità tecnico-tattiche e la qualità, dentro, di un cuore che, se lo fai battere al ritmo della tua voglia, puoi arrivare più in alto di tutti.

Pronti, via e inseguiamo: Cavaria aggredisce la partita sotto i tabelloni e appare più in palla fisicamente: arriva prima a rimbalzo, sulle palle vaganti e, nella bagarre che si crea da subito, trova la via del canestro. 7a0 e la sensazione che il nostro cuore batta più piano del loro. In più tatticamente, loro fanno quello che ci aspettavamo, riempiono l'area e ci sfidano a soluzioni individuali. Facciamo fatica a capire che la risposta a un piano del genere deve venire di squadra, muovendo la palla e muovendoci senza palla per far muovere il fortino varesino e trovare un varco per arrivare al ferro o concretizzare con uno scarico il vantaggio acquisito. Il momento è di quelli difficili e a tenerci in piedi è Galimba da vero capitano che, nonostante nervosismo e un paio di errori da un centimetro che paiono regali di Natale post-datati, ci mette la faccia e si prende responsabilità che pesano e mostrano la strada a tutti. 

Morale della favola, a metà gara siamo a contatto, 25-27, con la sensazione che poteva andare peggio ma che comunque sarà una battaglia tostissima. Brambi è in partita e ha tolto un'altra buona dose di castagne dal fuoco, Urso no, perchè condizionato dai falli e dalle attenzioni speciali degli altri ma ha venti minuti per sbloccarsi davanti a sè. Gli altri stanno un po a guardare, un po timorosi, spaventati, bloccati.

Al rientro in campo nasce un punto a punto di quelli da cardiopalma: vai avanti tu che vado avanti io, superami tu che ti riprendo io. La partita sale di tono sotto il profilo dell'intensità e la svolta, quella che gira l'incontro, arriva da noi. La Squadra, il nostro asso nella manica, fa quello che nei primi due quarti non era riuscita a realizzare: a rimbalzo lotta a muso duro, il corpo lo mette invece di toglierlo e in attacco i ragazzi provano a dialogare insieme invece che a tentare di vincerla da soli. Sono Bertelli e Franchellucci a suonare la carica: il primo fa il leone sotto i due canestri e ruba un paio di palloni che ci fanno capire che la partita la possiamo vincere; il secondo, il più piccolo di tutti, viene messo a marcare il più alto di Cavaria e gli entra nella maglietta mostrando a tutti che se il cuore batte al ritmo che lo fai andare tu, con la tua voglia e la tua fame di vittoria, i centimetri e i chili non contano niente. In più si prende un paio di rimbalzi in attacco che converte in 4 punti pesantissimi e in una dose di morale e fiducia incomparabile. 

Negli ultimi cinque minuti ci serve il tocco di classe per chiuderla e allora entra in scena Urso che piazza un paio di arresti e tiro e una bomba letali che ci lanciano a più nove per un break alla fine decisivo. Cavaria però non molla, prova a rientrare fino al meno quattro ma la vittoria è lì e non ce la lasciamo sfuggire. Finisce 52-48 con il biglietto per il terzo atto del nostro sogno in tasca. Destinazione Cermenate, finale regionale. Valigia leggerissima perchè la pressione, adesso, è sugli altri. Brembate è la favorita perchè ha battuto di 10 Meda che a sua volta ha sconfitto bene la San Donato che ci aveva dato un bel dispiacere a Lesmo. San Martino Siccomario ha battuto Varedo che ci aveva fatto soffrire e poi c'è Desio, che abbiamo sì sconfitto, ma che ha storicamente una forza caratteriale e una tenacia massimi. 

Il nostro appetito è intatto però: dopo un primo di gran classe e un secondo coi fiocchi vogliamo un dolce indimenticabile e siamo pronti, forchetta e coltello affilatissimi in mano, a sederci a tavola per alzarci per ultimi. Con dentro qualcosa in più, la voglia di regalare a coach Lello, assente a Piadena per la scomparsa di papà Gianca, un sorriso che possa iniziare a dare un senso a una perdita insensata...siamo tutti con lui, in cerchio a centrocampo, come a Piadena, a urlargli con le mani tutte unite il nostro personale grazie. 1, 2, 3 "per Lello".  

CIAO GIANCA

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Ci sono momenti in cui ti senti inadeguato e sai che le parole non possono arrivare dove vorresti...parlare di un lutto è uno di questi..farlo quando di mezzo c'è uno di noi, anzi due, è ancor più difficile perchè rapisce emozioni, tormenta ricordi, annebbia la testa. Per questo scegliamo un caldo silenzio, uno di quelli che non dice niente ma comunica forte la nostra presenza, vicinanza e calore. Ieri si è spento il papà di Lello, il Gianca, dopo una lunga battaglia fatta di tenacia e sofferenza, di lotta e dolore. Siamo tutti stretti intorno a Lello e Ruggi, a Richi e mamma, convinti che la bellezza di una vita condotta e trasmessa ai figli ai ritmi di una palla e bambini a rincorrerla possa combattere il colpo tremendo di una perdita terribilmente ingiusta.

I funerali si terranno Lunedì 7 Maggio alle ore 1415 nella chiesa di Sant'Eustorgio ad Arcore. Noi ci saremo, in silenzio, perchè, anche se le parole non possono fare molto, vogliamo portare il nostro abbraccio a chi con noi ha fatto e fa tanto. Da parte di tutta la famiglia reds le più sentite condoglianze a tutta la famiglia Cogliati e un grande sorriso nel momento più brutto per ricordare chi, prima che noi lo potessimo anche solo pensare, faceva con i ragazzi e il basket una cosa speciale, giocare.

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