21 Febbraio 2012
Inizia il migliore dei modi il girone di ritorno per i reds targati u14 eccellenza che bissano il successo dell'andata espugnando Cantù dopo una partita intensa, vibrante e vinta grazie al carattere.
Il segnale che i giovani biancorossi guidati da coach Bonacina mandano è di quelli che valgono: il gruppo c'è ed è un terreno fertilissimo su cui costruire valori importanti che lascino un'impronta forte nella personalità di una squadra che rappresenta un punto fermo per il futuro del basket Bernareggio.
La prima metà di gara è sul filo precario dell'equilibrio: i reds si complicano subito la vita con una serie di falli in successione che mandano in lunetta i padroni di casa una miriade di volte (Cantù segna 7 dei 13 punti del primo quarto dalla linea della carità) e iniziano confusi in attacco forzando troppe situazioni a livello individuale. La sensazione palpabile è quella di due squadre che viaggiano a velocità diverse: Cantù atleticamente pare avere un'altra velocità e a rimbalzo ci mette quella cattiveria che i nostri spesso si dimenticano di possedere dentro il loro cuore, che spesso batte a un ritmo più basso di quel che potrebbe. Sembrerebbe il copione ideale per un break canturino ma il carattere dei reds viene fuori nella seconda metà del secondo quarto: Sam è caparbio e mette un paio di canestri di talento che ci sbloccano, Urso è una spina nel fianco della difesa canturina, Chirico è un leone contro i lunghi canturini che ci stavano facendo male e Sala inizia a fare quello che potrebbe sempre fare, ovvero la differenza; quando poi Mario mette la quinta in termini di personalità trovando un paio di penetrazioni che lanciano verso l'alto l'autostima di tutti e nasce un miniparziale che ci permette di andare all'intervallo lungo avanti di due, 33 a 31 e con l'inerzia ribaltata a favore.
Il terzo quarto è di quelli da ricordare: il rosso dei reds è vivo e splende sul parquet con una difesa fatta di energia e intensità e un attacco equilibrato in cui i passaggi superano di gran lunga i palleggi. Il risultato è un parziale di 21-10, con Fish che si iscrive di prepotenza nel tabellino, che spacca la partita in due con negli occhi dei ragazzi la convinzione e la sicurezza di poter essere gli arbitri delle situazioni che accadono sul campo. Al trentesimo siamo più 13 e Cantù ha le spalle al muro.
Negli ultimi dieci minuti la luce però si spegne e rimaniamo senza segnare per 8 lunghissimi minuti. Cantù ci crede, rosicchia punto su punto e arriva fino al meno tre con la palla in mano e mentalmente a mille, mentre i reds hanno paura di vincere, smettono di giocare insieme e forzano le situazioni invece di gestire il ritmo della partita. Nel momento peggiore jack trova la palla rubata che vale la partita e rimette 5 punti fra le due squadre ridando ossigeno al nostro referto boccheggiante. Cantù non ha lucidità nel finale mentre Mario e lo stesso Jack sono glaciali dalla lunetta e fissano il 59-65 finale che ci regala una vittoria meritata sudata ma meritata.
Il messaggio è chiaro e limpido: la chiave della vittoria è stato il sacrificio difensivo nel momento peggiore in cui il canestro pareva essere diventato piccolissimo: non abbiamo mai smesso di aiutarci e sacrificarci insieme su ogni possesso avversario; le vittorie nascono in difesa e lottando uniti sempre.
La vittoria è di tutti, di Leo incerottato che ha giocato pochissimo, di Pippo che negli ultimi due minuti del secondo quarto era in campo nel nostro break, di Brambi e Davide che non hanno messo piede in campo ma si impegnano sempre come dei grandi piccoli campioni in allenamento e quindi troveranno lo spazio in partita che serve per misurarsi con il campionato e migliorare.
Vince la squadra chi è più convinta di farlo e noi lo siamo perchè sappiamo che nessuno da solo è più forte di tutti noi messi insieme.
Tabellini: Margutti, Pozzoni 13, Gottardi, Vismara, Greco 13, De Gaetano 8, Marelli 7, Urso 5, Brambilla, Sala 12, Chirico, Nofi 6 All. Bonacina
Prossimo impegno per i reds U14 contro la capolista imbattuta Legnano Domenica 19 Febbraio alle ore 15.











